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giovedì 17 novembre 2011

Dampyr Speciale n. 7 (Dolorosa riflessione sul fumetto italiano)

La particolare considerazione che ho sempre avuto del fumetto italiano deriva essenzialmente dalla politica editoriale dell'azienda di punta in questo settore, la Sergio Bonelli Editore.
Il fumetto Bonelli rappresenta per me e non solo un punto d'incontro tra il fumetto d'autore, attento sia alla sceneggiatura che al disegno, e il fumetto di consumo, popolare e per questo concentrato in primo luogo su logiche di vendita. Da sempre i vari prodotti della casa editrice si orientano fra questi due poli con risultati diversi che ne modificano le caratteristiche in base alla longevità.

domenica 6 novembre 2011

I bei vecchi giochi di una volta


Trovo abbastanza difficile scrivere questo post senza darvi l’impressione di essere stato profumatamente pagato per fare della pubblicità. Il massimo che posso fare, dunque, è giocare d’anticipo e annunciare solennemente che ciò di cui vi parlerò è soltanto frutto di una mia riflessione personale, che non voglio indurvi a comprare qualcosa né voglio che intasiate di visite un sito web (a meno che non sia questo, ovviamente).

sabato 22 ottobre 2011

This must be the place - La recensione


Quando un regista italiano gira un film negli Stati Uniti con delle star hollywoodiane è sempre un evento, ma lo è ancora di più da alcuni anni a questa parte, con il nostro cinema ridotto al ruolo di comparsa sulla scena internazionale. L’annuncio che Paolo Sorrentino – uno dei registi nostrani più apprezzati degli ultimi anni – avrebbe girato un film col il due volte Premio Oscar Sean Penn ha avuto quindi una risonanza notevole, ed anche io, nel mio piccolo, ho drizzato le orecchie.

mercoledì 12 ottobre 2011

La luna è tramontata

John Steinbeck è un autore fondamentale, che piaccia o meno, nella storia della letteratura del Novecento. Io aggiungo la chiosa "nonostante sia americano", ma sono sciocco a non mettere il luce proprio questo aspetto: l'influenza è dovuta a un'innegabile egemonia culturale degli Stati Uniti a livello globale, e più direttamente sull'Occidente.

sabato 1 ottobre 2011

Super 8 - La recensione (in ritardo)


Attendevo Super 8 da tanto tempo, probabilmente da prima di gran parte di voi. Non appena sulla Rete si cominciarono a diffondere le prime informazioni riguardo questo progetto, le mia antenne si sintonizzarono permanentemente in quella direzione. E non perché io sia un fan di J. J. Abrams (che non conosco abbastanza da poter valutare, mancandomi interamente il capitolo Lost), ma perché mi entusiasmava l’idea alla base del film: produrre, nel 2011, un film-omaggio a un tipo di cinema che non si fa più, quello pensato ad uso e consumo di un pubblico molto giovane, quello che Steven Spielberg, nelle vesti di regista e produttore, ha portato al successo fra la fine degli anni ’70 e e l’inizio degli anni ’90.

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